In sintesi
Gli errori più comuni nell'autofattura elettronica sono cinque: scambiare TD17 (servizi) con TD18 (beni UE), usare un codice natura N6 non coerente, superare la scadenza del 15 del mese successivo, calcolare il controvalore in euro con tasso o data sbagliati e trasmettere anagrafiche fornitore incomplete. Quasi tutti nascono dalla trascrizione manuale dei dati e si eliminano automatizzando estrazione e classificazione.
I 5 errori più frequenti
- TipoDocumento sbagliato: scambiare TD17 (servizi) e TD18 (beni UE) è l'errore più comune.
- Codice natura errato: usare un codice della famiglia N6 non coerente con l'operazione.
- Scadenza mancata: superare il 15 del mese successivo espone a sanzioni.
- Cambio valuta impreciso: tasso o data sbagliati sul controvalore in euro.
- Anagrafica fornitore incompleta: identificativo estero o indirizzo mancanti fanno scartare il documento.
Come evitarli
La maggior parte di questi errori nasce dalla trascrizione manuale. Automatizzare estrazione dati, scelta del codice e calcolo del cambio elimina alla radice le cause più comuni di scarto e di non conformità.
Consiglio pratico: processa le fatture estere in blocco a inizio mese, così ogni documento del mese precedente viene trasmesso con giorni di margine sulla scadenza del 15.
Domande frequenti
Qual è l'errore più frequente nell'autofattura elettronica?
Scambiare TD17 e TD18: TD17 riguarda i servizi esteri, TD18 i beni intracomunitari. La confusione tra oggetto (beni/servizi) e provenienza del fornitore è la prima causa di scarto o non conformità.
Cosa succede se il SdI scarta un'autofattura?
Lo scarto (notifica NS) non è definitivo: va identificato il codice errore, corretto l'XML e ritrasmesso entro i termini per non incorrere in sanzioni.