In sintesi
L'autofattura estera si fa in quattro passi: acquisisci la fattura del fornitore, scegli il codice (TD17 per i servizi, TD18 per i beni spediti da un Paese UE, TD19 per i beni già in Italia), calcoli l'imponibile in euro e l'IVA italiana e trasmetti l'XML al Sistema di Interscambio entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura o di effettuazione dell'operazione.
Che cos'è un'autofattura estera
Quando compri da un fornitore estero un servizio o dei beni che in Italia sono imponibili, la sua fattura arriva senza IVA: l'imposta la assolvi tu, in inversione contabile. L'autofattura estera è il documento con cui lo fai. Si trasmette al Sistema di Interscambio con un codice TipoDocumento dedicato e vale insieme come integrazione ai fini IVA e come comunicazione delle operazioni con l'estero, l'ex esterometro.
Se hai in mano una fattura senza IVA e ti stai chiedendo se sia giusta, parti dalla guida alla fattura estera senza IVA: spiega perché arriva così e i casi in cui l'autofattura non serve. Qui c'è il come.
La procedura in 4 passi
- Ricezione e verifica. Acquisisci la fattura del fornitore estero, PDF o cartacea, e controlla i dati essenziali: identificativo fiscale del fornitore, data, importo, valuta, descrizione dell'operazione. Annota anche il giorno in cui l'hai ricevuta: per i fornitori UE è la data che conta.
- Classificazione. Stabilisci se si tratta di beni o servizi e da dove proviene il fornitore. Ne discende il TipoDocumento, con la tabella qui sotto.
- Integrazione. Calcola l'imponibile in euro e applica l'aliquota IVA italiana; se l'operazione non è imponibile, indica il codice natura al posto dell'imposta.
- Trasmissione. Genera l'XML FatturaPA e invialo al SdI entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura o di effettuazione dell'operazione, come prevede l'articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 127/2015.
| Cosa hai comprato | Fornitore | Codice | Valore | Data del documento |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | UE | TD17 | Integrazione | Ricezione della fattura |
| Servizi | Extra UE, San Marino, Vaticano | TD17 | Autofattura | Effettuazione |
| Beni spediti da un altro Paese UE | UE | TD18 | Integrazione | Ricezione della fattura |
| Beni che si trovavano già in Italia | Estero | TD19 | Integrazione (UE) o autofattura (extra UE) | Dipende dal fornitore |
I beni importati da un Paese extra UE non compaiono: l'IVA si paga in dogana con la bolletta doganale, e non serve nessuna autofattura. Le regole di dettaglio dei beni sono negli articoli sul TD18 e sul TD19, il confronto completo in TD17, TD18 o TD19.
Tre esempi di autofattura estera
1. Un servizio da un fornitore UE
Un'agenzia di Bologna riceve il 4 febbraio la fattura di gennaio di un software di gestione progetti, emessa da una società con sede in Irlanda: 300 euro, senza IVA, con la partita IVA italiana dell'agenzia.
- Servizio da fornitore UE: TD17 con valore di integrazione.
- CedentePrestatore: la società irlandese, IdPaese IE e il suo numero di partita IVA. CessionarioCommittente: l'agenzia.
- Data del documento: 4 febbraio, il giorno di ricezione.
- Imponibile 300 euro, IVA al 22 per cento 66 euro.
- DatiFattureCollegate (2.1.6): numero e data della fattura irlandese.
- Trasmissione entro il 15 marzo.
2. Un servizio da un fornitore extra UE, in dollari
La stessa agenzia paga il 10 febbraio 250 dollari a un fornitore statunitense di strumenti di analisi. La fattura è in dollari, senza IVA.
- Servizio da fornitore extra UE: TD17 con valore di autofattura.
- CedentePrestatore: il fornitore statunitense, con IdPaese US e il suo identificativo fiscale.
- Data del documento: la data di effettuazione dell'operazione.
- Imponibile in euro al cambio di quella data. Con un cambio, a titolo di esempio, di 1,08 dollari per euro: 231,48 euro di imponibile e 50,93 euro di IVA.
- Nell'XML la divisa resta EUR: gli importi si scrivono in euro.
- Trasmissione entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione.
3. Un acquisto di beni da un fornitore UE
Un laboratorio di Vicenza compra dalla Francia attrezzatura per 2.400 euro; la merce parte da Lione e la fattura, senza IVA, arriva il 27 maggio.
- Beni spediti da un altro Paese UE: TD18, integrazione.
- Data del documento: 27 maggio. Imponibile 2.400 euro, IVA al 22 per cento 528 euro.
- Trasmissione entro il 15 giugno.
Se la stessa attrezzatura fosse stata ceduta da un deposito italiano del fornitore francese, il codice sarebbe stato TD19; se fosse arrivata dalla Svizzera, l'IVA sarebbe stata pagata in dogana e non ci sarebbe nessuna autofattura.
I campi dell'XML che contano
- TipoDocumento (2.1.1.1): TD17, TD18 o TD19, secondo la tabella.
- CedentePrestatore: il fornitore estero, con il suo paese e il suo identificativo. Mai un IdPaese IT: il SdI scarta il documento con il codice 00473.
- CessionarioCommittente: tu. Mettere la stessa partita IVA da entrambe le parti è lo scarto 00471.
- Data (2.1.1.3): ricezione per l'integrazione di una fattura UE, effettuazione per l'autofattura extra UE.
- Importi: imponibile e imposta, oppure la natura se l'operazione non è imponibile.
- DatiFattureCollegate (2.1.6): numero e data della fattura del fornitore.
- Numero (2.1.1.4): l'Agenzia consiglia una numerazione progressiva dedicata. Due autofatture con lo stesso numero nello stesso anno sono lo scarto 00404.
Il documento integrativo si annota sia nel registro delle fatture emesse sia in quello degli acquisti: l'IVA va a debito e, se l'acquisto è detraibile, a credito.
Il nodo del cambio valuta
Per le fatture in dollari, sterline, franchi o altre valute, il controvalore in euro va calcolato al tasso di cambio del giorno di effettuazione dell'operazione. È l'errore più subdolo dell'intero processo: usare il cambio del giorno sbagliato, o un tasso preso da una fonte qualsiasi, produce imponibili leggermente diversi che a posteriori sono difficilissimi da riconciliare.
La prassi consolidata usa i cambi di riferimento della Banca d'Italia; quando il giorno dell'operazione non ha quotazione (weekend, festivi), si risale al primo giorno lavorativo precedente secondo il calendario TARGET2. Il dettaglio è nella guida al cambio valuta nelle fatture estere.
Refattura risolve il problema alla radice: il cambio viene applicato automaticamente alla data corretta usando i tassi Banca d'Italia, con fallback sui tassi BCE. Ogni tasso applicato resta tracciato nell'audit del documento.
Checklist finale prima dell'invio
- Identificativo fiscale estero del fornitore presente e corretto
- TipoDocumento coerente con oggetto (beni o servizi) e provenienza
- Data del documento giusta per il tipo di fornitore
- Controvalore in euro calcolato alla data giusta e con fonte affidabile
- Aliquota o codice natura corretti per la casistica
- Numero non ancora usato nella serie delle autofatture
- Invio entro il giorno 15 del mese successivo
Se un invio è già partito con un dato sbagliato, si rettifica con un documento dello stesso tipo: i casi più comuni sono raccolti in autofattura con il TD sbagliato e autofattura scartata dal SdI. Se la scadenza è passata, c'è il ravvedimento operoso.
Come lo gestisce Refattura
Con un flusso mensile ordinato (raccolta, elaborazione in blocco, controllo degli esiti SdI) l'adempimento si riduce a una routine. Su Refattura carichi i PDF delle fatture estere del mese: l'AI ne estrae i fatti, un albero di regole decide TD17, TD18 o TD19 e la revisione ti chiede solo i casi dubbi. Data del documento, cambio e scadenza vengono calcolati per ogni fattura, e l'autofattura nasce su Fatture in Cloud oppure in XML per il tuo gestionale.
Le prime tre autofatture sono gratuite e non serve la carta di credito: prova Refattura sulle fatture estere di questo mese.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra integrazione e autofattura estera?
Con un fornitore UE la fattura esiste e la integri con l'IVA italiana: il TD17 o il TD18 ha valore di integrazione. Con un fornitore extra UE il TD17 o il TD19 prende il posto della fattura italiana che non c'è, e ha valore di autofattura. Cambia anche la data del documento: ricezione nel primo caso, effettuazione nel secondo.
Serve l'autofattura anche per fatture da fornitori UE?
Sì: per i servizi si trasmette il TD17, per i beni spediti da un altro Paese UE il TD18. La trasmissione al SdI ha sostituito il vecchio esterometro per le operazioni dal 1° luglio 2022.
Quale cambio si usa per una fattura estera in valuta?
Il controvalore in euro si calcola al cambio del giorno di effettuazione dell'operazione. La prassi usa i cambi di riferimento della Banca d'Italia; per i giorni senza quotazione si risale al primo giorno lavorativo precedente.
Cosa succede se il fornitore estero addebita la sua IVA locale?
L'IVA estera non rileva ai fini italiani: la base imponibile dell'integrazione è comunque il corrispettivo pattuito, e l'IVA estera addebitata per errore va recuperata dal fornitore, non integrata in Italia.