In sintesi
Per registrare una fattura estera con autofattura elettronica servono quattro passi: acquisire la fattura del fornitore, classificare l'operazione (TD17 per servizi, TD18 per beni UE, TD19 per alcuni extra-UE), integrare l'imponibile in euro al cambio del giorno di effettuazione e trasmettere l'XML al Sistema di Interscambio entro il 15 del mese successivo.
La procedura in 4 passi
- Ricezione: acquisisci la fattura del fornitore estero (PDF o cartacea) e verifica dati e valuta.
- Classificazione: stabilisci se si tratta di beni (TD18 per UE, TD19 per alcuni extra-UE) o servizi (TD17).
- Integrazione: calcola imponibile in euro al cambio del giorno dell'operazione e applica l'aliquota italiana.
- Trasmissione: genera l'XML e invialo al SdI entro il 15 del mese successivo.
Il nodo del cambio valuta
Per le fatture in valuta estera il controvalore in euro va calcolato al tasso di cambio del giorno di effettuazione dell'operazione. Usare un cambio errato o la data sbagliata è uno degli errori più frequenti e più difficili da individuare a posteriori.
Con Refattura l'estrazione dei dati e il cambio alla data corretta (tassi Banca d'Italia, con fallback BCE) sono automatici: il rischio di errore manuale si azzera.
Checklist finale prima dell'invio
- Identificativo fiscale estero del fornitore presente e corretto
- TipoDocumento coerente con l'oggetto (beni vs servizi) e la provenienza
- Controvalore in euro calcolato alla data giusta
- Invio entro il 15 del mese successivo
Domande frequenti
Quale cambio si usa per una fattura estera in valuta?
Il controvalore in euro si calcola al tasso di cambio del giorno di effettuazione dell'operazione. Usare un cambio errato o la data sbagliata è uno degli errori più frequenti.
Serve l'autofattura anche per fatture da fornitori UE?
Sì: per i beni si emette integrazione TD18, per i servizi TD17. La trasmissione al SdI ha sostituito il vecchio esterometro.