In sintesi
Anche professionisti e lavoratori autonomi devono emettere autofatture elettroniche quando ricevono servizi da fornitori esteri soggetti a reverse charge: casi tipici sono abbonamenti a software e cloud, pubblicità su piattaforme non residenti e consulenze dall'estero. Si usa il TipoDocumento TD17 e la trasmissione al SdI va fatta entro il 15 del mese successivo all'operazione.
Quando serve al professionista
Anche studi professionali e lavoratori autonomi possono trovarsi a dover emettere autofatture: tipicamente per servizi ricevuti da fornitori esteri (consulenze, software, abbonamenti, pubblicità online) soggetti a reverse charge.
Casi d'uso frequenti
- Abbonamenti a software e servizi cloud esteri.
- Pubblicità su piattaforme non residenti.
- Consulenze e prestazioni professionali dall'estero.
Best practice
Centralizza le fatture estere in un unico punto, elaborale con regolarità e affidati a strumenti che scelgono automaticamente il TipoDocumento corretto e calcolano il cambio. Per chi ha volumi anche contenuti, l'automazione elimina il rischio di dimenticare una scadenza.
Anche con 2-3 fatture estere al mese, il costo di uno scarto SdI o di una scadenza mancata supera di gran lunga quello dell'automazione del flusso.
Domande frequenti
Un freelance con partita IVA deve fare autofattura per gli abbonamenti software esteri?
Sì, se il fornitore è un soggetto estero e la prestazione è rilevante ai fini IVA in Italia: si emette autofattura TD17 con integrazione dell'IVA italiana e trasmissione al SdI.
Quali sono i casi più frequenti per i professionisti?
Abbonamenti a software e servizi cloud esteri, pubblicità su piattaforme non residenti (ads) e consulenze o prestazioni professionali ricevute dall'estero.