In sintesi
L'omessa o tardiva autofatturazione è sanzionata in misura proporzionale all'imposta relativa all'imponibile non documentato, con un importo minimo per violazione; per le operazioni non imponibili o esenti è prevista una sanzione fissa. Con il ravvedimento operoso, regolarizzando spontaneamente prima di controlli, la sanzione si riduce in misura crescente quanto più il ravvedimento è tempestivo.
Cosa si rischia
L'omessa o tardiva autofatturazione è sanzionata in misura proporzionale all'imposta relativa all'imponibile non documentato, con un importo minimo per ciascuna violazione. Per le operazioni non imponibili o esenti è prevista una sanzione in misura fissa.
Il ravvedimento operoso
Regolarizzando spontaneamente prima di controlli o accertamenti è possibile ridurre la sanzione: la riduzione è tanto maggiore quanto più tempestivo è il ravvedimento. Restano dovuti imposta ed eventuali interessi.
Gli importi e le percentuali esatti variano con la normativa vigente: verifica sempre le disposizioni aggiornate. Questo contenuto ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza fiscale.
Prevenire è meglio che ravvedersi
Il modo più economico di gestire le sanzioni è non rischiarle: un flusso mensile automatizzato, con le autofatture trasmesse nei primi giorni del mese, elimina all'origine il problema delle scadenze mancate.
Domande frequenti
Cosa succede se trasmetto l'autofattura dopo il 15 del mese successivo?
La trasmissione tardiva è sanzionabile. Conviene regolarizzare subito con il ravvedimento operoso: la riduzione della sanzione è tanto maggiore quanto più rapida è la regolarizzazione.
Il ravvedimento operoso elimina la sanzione?
No, la riduce: restano dovuti l'imposta, gli interessi e una sanzione ridotta in base alla tempestività. Gli importi esatti dipendono dalla normativa vigente al momento della violazione.