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Autofattura scartata dal SdI: entro quando ritrasmetterla

L'autofattura è partita il 15 e due giorni dopo arriva lo scarto. Sei in ritardo? No, se ritrasmetti entro cinque giorni. Cosa dice l'Agenzia, come si corregge e gli scarti più frequenti.

Team Refattura

Redazione fiscale Refattura

Aggiornato il

In sintesi

Un'autofattura scartata dal SdI si considera non emessa: va corretta e ritrasmessa. La circolare 13/E del 2018 dell'Agenzia delle Entrate indica di rinviarla entro cinque giorni dalla notifica di scarto, preferibilmente con la stessa data e lo stesso numero del documento scartato. I cinque giorni decorrono dalla notifica, quindi valgono anche quando lo scarto arriva dopo il 15. Oltre, l'invio è tardivo e si regolarizza con il ravvedimento operoso.

Scartata vuol dire non emessa

Il Sistema di Interscambio controlla ogni file prima di inoltrarlo. Se un controllo fallisce, risponde con una notifica di scarto e un codice che dice quale. Per l'Agenzia delle Entrate un documento scartato si considera non emesso: l'autofattura, per il fisco, non esiste ancora.

Non c'è quindi niente da annullare o stornare. C'è un documento da correggere e da ritrasmettere, e la sola domanda vera è entro quando.

I cinque giorni dopo lo scarto

La risposta sta nella circolare 13/E del 2 luglio 2018 dell'Agenzia delle Entrate, al paragrafo 1.6. La fattura del file scartato «si considera non emessa», e va emessa di nuovo, cioè «nuovamente inviata tramite SdI entro cinque giorni dalla notifica di scarto», preferibilmente con la data e il numero del documento originario.

La circolare ammette anche due alternative: un documento con nuovo numero e nuova data, collegato a quello scartato in modo da rendere evidente che l'adempimento era tempestivo, oppure una numerazione dedicata ai documenti rinviati. Per le autofatture la strada più semplice resta la prima: stesso numero, stessa data, nessun buco nella serie.

La circolare parla della fattura elettronica in generale, e l'Agenzia non ha scritto una regola diversa per le autofatture: il TD17, il TD18 e il TD19 sono file FatturaPA, passano dagli stessi controlli e ricevono le stesse notifiche.

Lo scarto arrivato dopo il giorno 15

È il caso che preoccupa di più, ed è quello che la regola dei cinque giorni risolve. Le autofatture del mese partono spesso a ridosso della scadenza, e la notifica di scarto può arrivare quando il 15 è già passato.

Un esempio. Il 15 aprile un'azienda trasmette il TD17 numero 18 per una fattura irlandese ricevuta a marzo. Il 17 aprile arriva lo scarto 00473: nel cedente è finita una partita IVA italiana. Il 19 aprile l'azienda corregge l'identificativo del fornitore e ritrasmette il TD17, ancora numero 18 e con la stessa data. La ritrasmissione cade nei cinque giorni dalla notifica, con numero e data dell'originale, come indica la circolare.

Se invece lo scarto viene notato a fine maggio, i cinque giorni sono passati da un pezzo e il documento corretto arriva in ritardo. Per i dati delle operazioni con l'estero l'articolo 11, comma 2-quater, del D.Lgs. 471/1997 prevede 2 euro per documento, fino a 400 euro al mese, dimezzati se la trasmissione avviene entro quindici giorni dalla scadenza. Si regolarizza con il ravvedimento operoso, e prima lo fai meno costa. Se il ritardo tocca anche l'integrazione dell'IVA, il quadro completo è in sanzioni per autofattura tardiva.

Gli scarti più frequenti sulle autofatture

Gli scarti di un'autofattura nascono quasi sempre in due punti: le anagrafiche, perché i ruoli sono invertiti rispetto a una fattura normale, e la numerazione.

CodiceCosa è successoCome si corregge
00473Nel cedente c'è un IdPaese IT su un TD17, TD18 o TD19Indica il paese e l'identificativo estero del fornitore
00471Cedente e cessionario coincidonoIl cedente è il fornitore estero, il cessionario sei tu
00475Manca la partita IVA del cessionarioAggiungi la tua partita IVA: il codice fiscale non basta
00404Un tuo documento con lo stesso numero, nello stesso anno, è già stato accettatoSe è la stessa autofattura, era già emessa e non va ritrasmessa; se è un'altra, usa un numero libero della serie
00418Data dell'autofattura anteriore a quella della fattura collegataControlla la data del documento e quella della fattura del fornitore in 2.1.6: la prima non può precedere la seconda
00400Aliquota zero senza codice naturaSu un'autofattura in reverse charge l'imposta la applichi tu: indica l'aliquota, o la natura se l'operazione non è imponibile

Il catalogo completo, con il testo ufficiale di ogni codice, è nella pagina dei codici di scarto del SdI. Un file già pronto si può controllare prima dell'invio con il validatore XML, gratuito e senza registrazione.

Scarto o mancata consegna?

Le due notifiche si confondono facilmente, e l'errore costa. La mancata consegna dice solo che il SdI non è riuscito a recapitare il file: il documento è emesso, resta valido e viene messo a disposizione nell'area riservata. Ritrasmetterlo crea un secondo documento, cioè un duplicato da stornare: come si fa è spiegato in autofattura inviata due volte.

Lo stesso vale per un codice TD sbagliato che il SdI ha accettato: non è uno scarto, il documento è emesso e va rettificato con uno storno, come in autofattura con il TD sbagliato.

Come lo gestisce Refattura

Su Refattura i vincoli FatturaPA (lunghezze massime e caratteri ammessi di ogni campo, secondo le specifiche tecniche 1.9.1) si controllano prima che il documento parta, e gli scarti più comuni delle autofatture non hanno un percorso per verificarsi: il cedente è sempre il fornitore estratto dalla fattura, il cessionario sempre la tua azienda, un fornitore italiano viene fermato invece di diventare un TD17.

Con Fatture in Cloud l'esito del SdI torna sulla fattura: inviata, scartata o non recapitata. In caso di scarto vedi il codice per esteso e cosa comporta, e quando correggi e reinvii da Fatture in Cloud lo stato si aggiorna da solo.

Le prime tre autofatture sono gratuite e non serve la carta di credito: prova Refattura sulle fatture estere di questo mese.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista: termini e sanzioni vanno verificati sul caso concreto con il proprio commercialista.

Domande frequenti

Un'autofattura scartata va rifatta con un nuovo numero?

Non serve. La circolare 13/E del 2018 indica di ritrasmettere preferibilmente con la stessa data e lo stesso numero del documento scartato, entro cinque giorni dalla notifica di scarto. Il documento scartato non è mai stato emesso, quindi non c'è niente da stornare.

Lo scarto è arrivato dopo il 15: sono in ritardo?

Non se hai trasmesso entro il 15 e ritrasmetti il documento corretto entro cinque giorni dalla notifica di scarto. Se lo scarto è passato inosservato e i cinque giorni sono trascorsi, la trasmissione è tardiva e conviene regolarizzarla subito con il ravvedimento operoso.

Scarto e mancata consegna sono la stessa cosa?

No. Lo scarto vuol dire che il documento non ha superato i controlli e non è emesso. La mancata consegna riguarda solo il recapito: il documento è emesso e non va ritrasmesso, altrimenti diventa un duplicato.

Fonti

  • ravvedimento operoso
  • correzione autofattura
  • autofattura
  • SdI
  • scarto

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