In sintesi
Il TD18 è il documento con cui integri la fattura di un fornitore UE per beni spediti in Italia da un altro Paese dell'Unione: l'IVA italiana la calcoli tu, come prevede l'articolo 46 del DL 331/1993. Va trasmesso al SdI entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui ricevi la fattura, con la data di ricezione come data del documento. Per i servizi il codice è TD17, per i beni già in Italia TD19.
Che cos'è il TD18
Il TD18 è il TipoDocumento che il Sistema di Interscambio riserva all'«integrazione per acquisto di beni intracomunitari». Il caso è quello classico: un fornitore residente in un altro Paese UE ti vende beni e li spedisce in Italia. La sua fattura indica l'imponibile ma non l'imposta, perché per lui l'operazione è non imponibile, mentre in Italia è imponibile e l'IVA la assolvi tu.
L'obbligo di integrare la fattura viene dall'articolo 46, comma 1, del DL 331/1993. Trasmettere il TD18 al SdI assolve insieme due adempimenti: l'integrazione ai fini IVA e la comunicazione delle operazioni con l'estero, l'ex esterometro. È quanto scrive la guida dell'Agenzia delle Entrate alla compilazione delle fatture elettroniche, versione 1.10 di aprile 2025.
Quando si usa il TD18
- Beni spediti da un altro Paese UE verso di te. Componenti ordinati in Germania, arredi dalla Spagna, ricambi dalla Francia: se la merce parte da un Paese dell'Unione e arriva in Italia, è TD18.
- Acquisti intracomunitari con introduzione in un deposito IVA. Anche qui il codice è TD18, con la natura N3.6.
Quando non si usa
| Situazione | Codice o adempimento |
|---|---|
| Servizi da un fornitore UE (software, pubblicità, consulenza) | TD17 |
| Beni già in Italia venduti da un fornitore UE | TD19 |
| Beni importati da un Paese extra UE | IVA pagata in dogana, nessuna autofattura |
La prima riga è lo scambio più comune: si guarda il Paese del fornitore invece dell'oggetto dell'acquisto. Un abbonamento software comprato da un fornitore tedesco resta TD17; lo stesso fornitore che ti spedisce merce genera un TD18.
Data del documento e scadenza
Data (campo 2.1.1.3). Si indica la data di ricezione della fattura del fornitore, o comunque una data che cade nel mese di ricezione. Non la data di emissione della fattura: le due possono cadere in mesi diversi, e la scadenza segue la ricezione.
Scadenza. Il TD18 va trasmesso al SdI entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento del documento, come prevede l'articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 127/2015. Se usi le bozze dei registri IVA precompilati, l'Agenzia consiglia di trasmetterlo entro la fine del mese indicato nel campo Data.
Registrazione. Il documento integrativo si annota sia nel registro delle fatture emesse sia in quello delle fatture ricevute: l'IVA va a debito e, se hai diritto alla detrazione, a credito.
Un esempio
Un'azienda di Padova ordina componenti a un fornitore tedesco, che li spedisce da Monaco. La fattura è di 1.500 euro senza IVA, datata 28 aprile e ricevuta il 2 maggio.
- Beni spediti da un Paese UE verso l'Italia: TD18.
- Imponibile 1.500 euro, IVA al 22 per cento 330 euro.
- Data del documento: 2 maggio, il giorno di ricezione.
- In 2.1.6: numero e data della fattura tedesca.
- Trasmissione al SdI entro il 15 giugno.
Se la fattura fosse in una valuta diversa dall'euro, per esempio in zloty polacchi, l'imponibile andrebbe convertito prima di integrare l'IVA: come scegliere tasso e data è spiegato nella guida al cambio valuta nelle fatture estere.
Come si compila
- CedentePrestatore: il fornitore UE, con il suo paese di residenza e il suo identificativo IVA comunitario.
- CessionarioCommittente: tu, che integri la fattura.
- Importi: l'imponibile della fattura e l'imposta calcolata da te, oppure la natura se l'acquisto non è imponibile: N3.5 con dichiarazione d'intento, N3.6 per il deposito IVA, N4 per gli acquisti esenti.
- DatiFattureCollegate (2.1.6): numero e data della fattura del fornitore e, se disponibile, il suo IdSdI.
- Numero: l'Agenzia consiglia una numerazione progressiva dedicata.
Tre scarti da conoscere prima dell'invio. Se nel cedente finisce un IdPaese IT il documento viene scartato con il 00473. Se il cedente coincide con il cessionario lo scarto è il 00471. E dalla versione 1.9.1 delle specifiche, per il TD18 l'unicità del numero si verifica in capo a te: due integrazioni con lo stesso numero nello stesso anno sono il 00404, anche se i fornitori sono diversi.
Correggere un TD18 già trasmesso
Si trasmette un altro TD18 con gli importi in positivo o in negativo, a seconda dell'errore. Nel campo 2.1.6 vanno numero e data della nota di variazione del fornitore, se la correzione nasce da lì, oppure numero, data e IdSdI della comunicazione sbagliata.
Se l'integrazione non era stata fatta anche su carta, il TD18 rettificativo vale pure come nota di variazione ai fini IVA. Per un invio arrivato oltre la scadenza c'è il ravvedimento operoso.
Come lo gestisce Refattura
Refattura legge dalla fattura da dove parte la merce: se parte da un altro Paese UE propone il TD18, se partiva dall'Italia il TD19, se arriva da fuori UE nessuna autofattura, perché l'IVA è già stata pagata in dogana. Quando il documento non lo dice, la revisione te lo chiede invece di scegliere al posto tuo.
Sul TD18 la data del documento è quella di ricezione, che puoi correggere in revisione, e la scadenza viene calcolata al 15 del mese successivo. Il confronto completo fra i tre codici è in TD17, TD18 o TD19, le regole che decidono il codice nelle regole fiscali.
Domande frequenti
Il TD18 è un'autofattura?
È un'integrazione. Il fornitore UE la fattura la emette, e il TD18 la completa con l'IVA italiana senza sostituirla: l'originale va conservato. Si chiama comunemente autofattura TD18, ma il documento del fornitore resta quello di riferimento.
Entro quando va trasmesso il TD18?
Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura del fornitore. Se usi le bozze dei registri IVA precompilati, l'Agenzia delle Entrate consiglia di trasmetterlo entro la fine del mese indicato nel campo Data.
Quale natura si usa sul TD18 se l'acquisto non è imponibile?
N3.5 per gli acquisti non imponibili con dichiarazione d'intento, N3.6 per i beni introdotti in un deposito IVA, N4 per gli acquisti esenti. Quando integri l'IVA la natura non si indica.
I beni arrivano da fuori UE: serve il TD18?
No. I beni importati da un Paese extra UE passano dalla dogana, e l'IVA si paga con la bolletta doganale. Il TD18 riguarda solo i beni spediti da un altro Paese dell'Unione.