In sintesi
Il TD17 è il tipo documento con cui assolvi l'IVA sui servizi comprati da un fornitore estero senza stabile organizzazione in Italia, come prevede l'articolo 17, secondo comma, del DPR 633/1972. Con un fornitore UE integra la fattura ricevuta e porta la data di ricezione; con un fornitore extra UE, di San Marino o del Vaticano è un'autofattura con la data di effettuazione. Va trasmesso al SdI entro il 15 del mese successivo.
Che cos'è il TD17
Il TD17 è il TipoDocumento che il Sistema di Interscambio riserva all'«integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero». Un prestatore non residente, senza stabile organizzazione in Italia, ti fattura un servizio indicando l'imponibile ma non l'IVA: per lui l'operazione è non soggetta, in Italia è imponibile, e l'imposta la assolvi tu.
La base sta in due articoli del DPR 633/1972. Per l'articolo 7-ter un servizio reso a un soggetto passivo stabilito in Italia si considera effettuato in Italia; per l'articolo 17, secondo comma, gli obblighi IVA passano al committente. La guida dell'Agenzia delle Entrate alla compilazione delle fatture elettroniche, versione 1.10 di aprile 2025, aggiunge il lato pratico: trasmettere il TD17 al SdI assolve insieme l'integrazione o l'autofattura e la comunicazione delle operazioni con l'estero, l'ex esterometro. Il file viene recapitato solo a te.
Dal 1° gennaio 2027 il DPR 633/1972 e l'articolo 1 del D.Lgs. 127/2015 sono abrogati e le loro disposizioni sono riordinate nel Testo unico IVA, il D.Lgs. 10/2026. Gli articoli citati qui sono quelli in vigore nel 2026.
Quando si usa il TD17
Ogni volta che compri un servizio da un fornitore estero e la fattura arriva senza IVA. Il Paese del fornitore non cambia il codice: UE o extra UE, è TD17.
- Software e abbonamenti SaaS: licenze, strumenti di progettazione, CRM, gestione progetti.
- Pubblicità online: Meta Ads, fatturata da Meta Platforms Ireland, e Google Ads quando a fatturare è Google Ireland.
- Cloud e API: hosting, crediti di calcolo, le API di OpenAI.
- Consulenze: un consulente, uno studio o uno sviluppatore con sede all'estero.
- Commissioni: marketplace, piattaforme di prenotazione o di pagamento con sede in un altro Paese.
- Servizi da San Marino e dalla Città del Vaticano: la guida li comprende espressamente nel TD17.
Quella che molti chiamano autofattura intracomunitaria per i servizi intra UE è proprio questa: un TD17 con valore di integrazione. Per i fornitori più usati, quale entità fattura e se il TD17 serve davvero sta nelle schede di autofattura per fornitore e nella guida per Google, Meta, AWS e OpenAI.
Quando non si usa, o si usa senza IVA
| Situazione | Codice o adempimento |
|---|---|
| Beni spediti da un altro Paese UE | TD18 |
| Beni già in Italia venduti da un fornitore estero | TD19 |
| Beni importati da un Paese extra UE | IVA pagata in dogana, nessuna autofattura |
| Servizio reso dalla stabile organizzazione italiana | Fattura italiana con IVA, nessun TD17 |
| Servizio non rilevante in Italia, oltre 5.000 euro | TD17 con natura N2.2 |
| Servizio non rilevante in Italia, fino a 5.000 euro | Nessuna comunicazione |
| Fornitore UE in regime transfrontaliero di franchigia | TD17 con natura N2.2 e regime RF20 |
Stabile organizzazione. Per l'articolo 17, quarto comma, del DPR 633/1972 l'inversione contabile non si applica quando il servizio è reso tramite una stabile organizzazione in Italia, e la guida precisa che il TD17 non va usato. Stesso esito pratico quando la fattura arriva con IVA italiana da una sede o da una società italiana del gruppo, come di norma per AWS, Google Workspace e Microsoft 365: un'autofattura conterebbe l'imposta due volte.
Servizi non rilevanti in Italia. Per l'articolo 7-quater l'alloggio alberghiero si considera reso dove si trova l'immobile e la ristorazione dove è eseguita: l'albergo di una trasferta a Parigi non ha IVA italiana da integrare. La guida chiede di comunicare questi acquisti con un TD17 e natura N2.2, ma l'articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 127/2015 esclude quelli «di importo non superiore ad euro 5.000 per ogni singola operazione».
Franchigia transfrontaliera. Un piccolo fornitore UE ammesso al regime della direttiva 2020/285 non applica l'IVA, e non la integri nemmeno tu: il TD17 porta natura N2.2 e regime fiscale RF20 e serve solo a comunicare l'operazione.
Integrazione o autofattura: dipende da chi fattura
| Prestatore | Il TD17 è | Data del documento (campo 2.1.1.3) |
|---|---|---|
| UE | Integrazione della fattura ricevuta | Data di ricezione, o una data dello stesso mese |
| Extra UE | Autofattura | Data di effettuazione dell'operazione |
| San Marino | Autofattura | Data di effettuazione dell'operazione |
| Città del Vaticano | Autofattura | Data di effettuazione dell'operazione |
Con un prestatore UE il TD17 integra la fattura senza sostituirla, e l'originale va conservato. Con un prestatore extra UE prende il posto di una fattura italiana che non esiste: la circolare 26/E del 2022 lo considera un'autofattura «ad ogni effetto», compresi gli oneri di conservazione.
Occhio a San Marino: per i beni la fattura sammarinese senza IVA si integra con un TD19 e porta la data di ricezione, per i servizi il TD17 è un'autofattura con la data di effettuazione.
Quando è effettuato un servizio. Per l'articolo 6, sesto comma, del DPR 633/1972 quando la prestazione è ultimata o, se periodica o continuativa, alla maturazione dei corrispettivi. Se paghi prima, il servizio si considera effettuato alla data del pagamento, per l'importo pagato: un abbonamento annuale pagato in anticipo è effettuato il giorno del pagamento.
Fornitore con partita IVA italiana. Se il prestatore estero stampa in fattura una partita IVA italiana, aperta tramite rappresentante fiscale o identificazione diretta, quel documento non ha rilevanza ai fini IVA (risoluzione 89/E del 2010, richiamata dalla guida). Il TD17 si trasmette lo stesso con l'identificativo estero del prestatore. Con un IdPaese IT nel cedente il SdI scarta il documento con il codice 00473.
Le scadenze
- Trasmissione al SdI: entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento del documento o di effettuazione dell'operazione, come prevede l'articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 127/2015. Con un prestatore UE conta la ricezione, con uno extra UE l'effettuazione. Se la fattura extra UE arriva tardi o non arriva, la circolare 26/E chiarisce che il termine resta il 15 del mese successivo all'effettuazione.
- Emissione, registrazione e liquidazione: per la stessa circolare, il termine dell'esterometro non le ha modificate. Il TD17 si annota sia nel registro delle fatture emesse sia in quello delle fatture ricevute.
- Bozze dei registri IVA precompilati: se le usi, l'Agenzia consiglia di trasmettere il TD17 entro la fine del mese indicato nel campo Data.
Refattura mette la scadenza al 15 del mese successivo alla ricezione per i prestatori UE, e all'effettuazione per quelli extra UE, di San Marino e del Vaticano.
Come si compila
- TipoDocumento (2.1.1.1): TD17.
- CedentePrestatore: il prestatore estero, con il suo paese di residenza e il suo identificativo estero. Mai IdPaese IT.
- CessionarioCommittente: tu, che integri la fattura o emetti l'autofattura.
- Data (2.1.1.3): ricezione o effettuazione, secondo la tabella qui sopra.
- Importi: l'imponibile della fattura e l'imposta calcolata da te, di regola al 22 per cento. Se l'operazione non è imponibile si indica la natura: la guida cita N3.4 per i servizi non imponibili e N4 per gli esenti.
- Valuta: una fattura in dollari o sterline va convertita in euro al cambio del giorno di effettuazione (articolo 13, comma 4, del DPR 633/1972). Fonti e giorni festivi sono nella guida al cambio valuta nelle fatture estere.
- DatiFattureCollegate (2.1.6): numero e data della fattura del prestatore e, quando disponibile, il suo IdSdI.
- Numero (2.1.1.4): l'Agenzia consiglia una numerazione progressiva dedicata.
La procedura completa, con altri esempi, è nella guida all'autofattura estera.
Correggere o stornare un TD17
Un TD17 accettato dal SdI non si cancella. La guida prevede una sola strada: un altro TD17, con gli importi in positivo o in negativo a seconda dell'errore. Nel campo 2.1.6 vanno numero e data della nota di variazione del prestatore, se la correzione nasce da lì, oppure numero, data e IdSdI della comunicazione sbagliata, se l'errore è tuo.
Lo storno di un TD17 trasmesso due volte è un TD17 con un numero nuovo e gli stessi importi in negativo; per un imponibile sbagliato basta la differenza. Se è sbagliato il codice, come un TD17 usato per dei beni, servono due invii: lo storno con il TD17 e il documento nuovo con il codice giusto. Se l'integrazione non era stata fatta anche su carta, il rettificativo vale pure come nota di variazione ai fini IVA. Un TD17 scartato dal SdI è un altro caso, spiegato in autofattura scartata dal SdI.
Due esempi
Un servizio da un fornitore UE
Un'agenzia di comunicazione di Verona compra pubblicità da una piattaforma con sede in Irlanda. La fattura di settembre, 1.250 euro senza IVA, è datata 30 settembre e arriva il 2 ottobre.
- Servizio da prestatore UE: TD17 con valore di integrazione.
- Imponibile 1.250 euro, IVA al 22 per cento 275 euro.
- Data del documento: 2 ottobre, il giorno di ricezione.
- In 2.1.6: numero e data della fattura irlandese.
- Trasmissione entro il 15 novembre, non il 15 ottobre: conta la ricezione, non l'emissione.
Un servizio da un fornitore extra UE, in dollari
La stessa agenzia paga il 12 marzo, in anticipo, un abbonamento annuale da 1.200 dollari a un software di analisi statunitense. La fattura arriva il 14 marzo.
- Servizio da prestatore extra UE: TD17 con valore di autofattura.
- Effettuazione: il pagamento anticipato, quindi data del documento 12 marzo.
- Imponibile in euro al cambio del 12 marzo. Con un cambio, a titolo di esempio, di 1,09 dollari per euro: 1.100,92 euro di imponibile e 242,20 euro di IVA.
- In 2.1.6: numero e data della fattura statunitense.
- Trasmissione entro il 15 aprile.
Gli errori più frequenti
TD17 su un acquisto di beni. Per la merce il codice è TD18 o TD19, oppure nessuno se i beni sono passati dalla dogana. Il percorso completo è in TD17, TD18 o TD19.
TD17 su una fattura che ha già l'IVA. Con l'IVA italiana in fattura non c'è niente da integrare. Con l'IVA di un altro Paese UE il fornitore ti ha trattato da privato: correggi il profilo di fatturazione e chiedi la riemissione, come spiegato in fattura estera senza IVA.
Data di emissione al posto della ricezione. Con un prestatore UE la fattura emessa il 30 settembre e ricevuta il 2 ottobre va in ottobre. Con un prestatore extra UE, o di San Marino, conta invece l'effettuazione.
TD17 trasmesso in ritardo. Si regolarizza con il ravvedimento, e prima lo fai meno costa: i conti sono nella guida al ravvedimento operoso dell'autofattura. Se sei in regime forfettario, quanto pesa l'IVA integrata è nella guida all'autofattura per forfettari.
Come lo gestisce Refattura
Carichi il PDF della fattura estera e l'AI ne estrae i fatti: fornitore, paese, partite IVA, importi, beni o servizi. Il codice lo decide un albero di regole, descritto nelle regole fiscali: se le righe indicano servizi propone il TD17, qualunque sia il paese del fornitore; se la fattura mescola beni e servizi, o non è chiara, la revisione ti chiede quale parte prevale. Nessuna autofattura parte senza la tua conferma del codice, e con un fornitore italiano, o con partita IVA e IVA italiane in fattura, Refattura si ferma con il motivo.
Con un prestatore UE la data del documento è quella di ricezione, precompilata con la data della fattura e correggibile anche in blocco; con un prestatore extra UE, di San Marino o del Vaticano è la data di effettuazione letta dal documento. La partita IVA dei fornitori UE viene interrogata sul VIES, e il cambio Banca d'Italia, con fallback BCE, si ricalcola quando correggi la data. L'autofattura nasce su Fatture in Cloud, con la numerazione dedicata che scegli, anche separata fra UE ed extra UE, oppure in XML per il tuo gestionale.
Le prime tre autofatture sono gratuite e non serve la carta di credito: prova Refattura sui TD17 di questo mese.
Domande frequenti
Il TD17 è un'autofattura o un'integrazione?
Dipende da chi fattura. Con un prestatore UE il TD17 integra la fattura ricevuta, che resta il documento originale da conservare. Con un prestatore extra UE, di San Marino o della Città del Vaticano prende il posto di una fattura italiana che non esiste: per la circolare 26/E del 2022 è un'autofattura a ogni effetto.
Entro quando va trasmesso il TD17?
Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, con un prestatore UE, o di effettuazione dell'operazione, con un prestatore extra UE. Se usi le bozze dei registri IVA precompilati, l'Agenzia delle Entrate consiglia di trasmetterlo entro la fine del mese indicato nel campo Data.
Come si storna un TD17 trasmesso per errore?
Con un altro TD17 che riporta gli stessi importi in negativo e indica nel campo 2.1.6 numero, data e IdSdI della comunicazione sbagliata. Un TD17 accettato dal SdI non si cancella: la guida dell'Agenzia prevede la rettifica con un documento della stessa tipologia, in positivo o in negativo secondo l'errore.
Serve il TD17 per l'albergo di una trasferta all'estero?
Non c'è IVA italiana da integrare, perché l'alloggio si considera reso dove si trova l'immobile. Sopra i 5.000 euro per singola operazione l'acquisto va comunque comunicato con un TD17 e natura N2.2; fino a 5.000 euro la legge lo esclude dalla comunicazione.